Links: il Restauro Virtuale

Informatica, conservazione e restauro: una guida alle applicazioni
http://www.bennardi.freeweb.org

Nella sezione dedicata all'informatica per i beni culturali, Domenico Bennardi -restauratore e, al tempo stesso, esperto informatico- introduce alle molte applicazioni del calcolatore nel campo della catalogazione delle opere d'arte, della diagnostica e, ovviamente, del restauro virtuale. Il pregio del sito è la chiarezza con cui il navigatore viene introdotto alle varie problematiche (dalle metodologie per l'acquisizione dell'immagine, alla sua conversione in forma numerica, alla ricostruzione cromatica virtuale, etc.) di modo che le varie pagine web, oltre che come saggio scientifico, si configurano come vera e propria guida assolutamente praticabile da chi abbia un minimo di conoscenze informatiche e, ovviamente, cognizione delle problematiche del restauro e della conservazione. Nella sezione 'alcuni risultati' sono presentati lavori inerenti la pulitura e la reintegrazione cromatica virtuale di dipinti, disegni e vecchie fotografie. Grafica elegante e piacevole.
Lingua: italiano. Claudio Paolini, 20.04.1999

Una esperienza della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
http://www.bncf.firenze.sbn.it/Progetti/Restauro_Virtuale/prehome.htm

Come specificano le note introduttive della sezione (ospitata all'interno del sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze), mentre il restauro tradizionale ha come obiettivo "il consolidamento dello status presente del documento", il restauro virtuale è in grado di ottimizzare la leggibilità dell'opera con un intervento che viene effettuato esclusivamente sulla sua immagine digitalizzata, e non sul documento fisico. Cosa significhi questo (oltre all'evidente importanza del metodo per la creazione di un archivio digitale che consenta una agevole consultazione dei materiali agli studiosi) è esemplificato nel sito con una serie di immagini ad alta definizione di pagine da codici membranacei, restaurate virtualmente e messe a confronto con le opere nel loro stato reale. Attenzione: le immagini (e un po' tutte le pagine) sono decisamente lente da caricare, ma sicuramente ne vale la pena.
Lingua: italiano e inglese. 
Claudio Paolini, 21.02.1999

The Digital Michelangelo Project
http://www-graphics.stanford.edu/projects/mich/

Il progetto, finanziato dalla Stanford University, dalla Interval Research Corporation e dalla Paul G. Allen Foundation for the Arts, non è direttamente collegato a interventi di restauro virtuale ma sicuramente  ne indica possibili e importanti sviluppi. In concreto il sito introduce ad una serie di esperienze di scansione di statue di grandi dimensioni (si pensi al David di Michelangelo scelto come simbolo del progetto) effettuate grazie alla tecnologia laser, in modo da ottenere riproduzioni digitali tridimensionali di particolare fedeltà e accuratezza nella resa dei colori e delle forme dell'opera. Sulla base di questa esperienza (ampiamente illustrata nel sito con un ricco corredo fotografico) il gruppo di lavoro, diretto dal Prof. Levoy, si appresta ora a risolvere uno dei grandi problemi insoluti dell'archeologia: la ricostruzione virtuale della Forma Urbis Romae...
Lingua: italiano e inglese. 
Claudio Paolini, 22.04.1999

Restauri virtuali alla Galleria degli Uffizi
http://www.uffizi.firenze.it/Dta/rosso.html

Un esempio di quali contributi possano offrire i restauri virtuali è offerto dal Dipartimento Tecnologie Avanzate della Galleria degli Uffizi. Il dipinto di Rosso Fiorentino raffigurante la Madonna col Bambino e quattro santi (conservato presso il museo) è presentato in questa pagina prima e dopo l'intervento di restauro digitale con il quale, sulla base di una serie di dati raccolti grazie ad indagini riflettografiche agli infrarossi, l'immagine è stata liberata da alcuni interventi pittorici posteriori.
Lingua: inglese. 
Claudio Paolini, 21.03.1999


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