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il Restauro Virtuale
Informatica,
conservazione e restauro: una guida alle applicazioni
Nella sezione dedicata all'informatica
per i beni culturali, Domenico Bennardi -restauratore e, al tempo stesso,
esperto informatico- introduce alle molte applicazioni del calcolatore
nel campo della catalogazione delle opere d'arte, della diagnostica e,
ovviamente, del restauro virtuale. Il pregio del sito è la chiarezza
con cui il navigatore viene introdotto alle varie problematiche (dalle
metodologie per l'acquisizione dell'immagine, alla sua conversione in forma
numerica, alla ricostruzione cromatica virtuale, etc.) di modo che le varie
pagine web, oltre che come saggio scientifico, si configurano come vera
e propria guida assolutamente praticabile da chi abbia un minimo di conoscenze
informatiche e, ovviamente, cognizione delle problematiche del restauro
e della conservazione. Nella sezione 'alcuni risultati' sono presentati
lavori inerenti la pulitura e la reintegrazione cromatica virtuale di dipinti,
disegni e vecchie fotografie. Grafica elegante e piacevole.
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| Una
esperienza della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
http://www.bncf.firenze.sbn.it/Progetti/Restauro_Virtuale/prehome.htm Come specificano le note
introduttive della sezione (ospitata all'interno del sito della Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze), mentre il restauro tradizionale ha
come obiettivo "il consolidamento dello status presente del documento",
il restauro virtuale è in grado di ottimizzare la leggibilità
dell'opera con un intervento che viene effettuato esclusivamente sulla
sua immagine digitalizzata, e non sul documento fisico. Cosa significhi
questo (oltre all'evidente importanza del metodo per la creazione di un
archivio digitale che consenta una agevole consultazione dei materiali
agli studiosi) è esemplificato nel sito con una serie di immagini
ad alta definizione di pagine da codici membranacei, restaurate virtualmente
e messe a confronto con le opere nel loro stato reale. Attenzione: le immagini
(e un po' tutte le pagine) sono decisamente lente da caricare, ma sicuramente
ne vale la pena.
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The
Digital Michelangelo Project
http://www-graphics.stanford.edu/projects/mich/ Il progetto, finanziato dalla
Stanford University, dalla Interval Research Corporation e dalla Paul G.
Allen Foundation for the Arts, non è direttamente collegato a interventi
di restauro virtuale ma sicuramente ne indica possibili e importanti
sviluppi. In concreto il sito introduce ad una serie di esperienze di scansione
di statue di grandi dimensioni (si pensi al David di Michelangelo scelto
come simbolo del progetto) effettuate grazie alla tecnologia laser, in
modo da ottenere riproduzioni digitali tridimensionali di particolare fedeltà
e accuratezza nella resa dei colori e delle forme dell'opera. Sulla base
di questa esperienza (ampiamente illustrata nel sito con un ricco corredo
fotografico) il gruppo di lavoro, diretto dal Prof. Levoy, si appresta
ora a risolvere uno dei grandi problemi insoluti dell'archeologia: la ricostruzione
virtuale della Forma Urbis Romae...
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Restauri
virtuali alla Galleria degli Uffizi
http://www.uffizi.firenze.it/Dta/rosso.html Un esempio di quali contributi
possano offrire i restauri virtuali è offerto dal Dipartimento Tecnologie
Avanzate della Galleria degli Uffizi. Il dipinto di Rosso Fiorentino raffigurante
la Madonna col Bambino e quattro santi (conservato presso il museo) è
presentato in questa pagina prima e dopo l'intervento di restauro digitale
con il quale, sulla base di una serie di dati raccolti grazie ad indagini
riflettografiche agli infrarossi, l'immagine è stata liberata da
alcuni interventi pittorici posteriori.
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