| Il primo
obiettivo è quello di potere affiancare alle
varie voci materiale iconografico di riferimento
e chiarimento. Scriveva Denis Diderot nel 1751:
"La scarsa abitudine che si ha di scrivere e
di leggere scritti sulle arti rende difficile
spiegare in modo intelligibile le cose difficili.
Da qui nasce la necessità delle figure. Si
potrebbe dimostrare con mille esempi che un puro
e semplice dizionario della lingua, per ben fatto
che sia, non può fare a meno di figure senza
cadere in definizioni oscure e vaghe. Una
occhiata alloggetto o alla sua
rappresentazione dice più di una pagina
scritta". Questo è ancora più vero se si
pensa alla possibilità di una
figuradi superare le barriere
linguistiche e quindi di facilitare la
comprensione e la traduzione del lemma. E questa
è lulteriore speranza e scommessa di
Argos: utilizzare la Rete quale laboratorio in
cui far interagire restauratori, storici
dellarte, storici delle tecniche etc., in
modo da ampliare le traduzioni già presenti al
maggior numero di lingue e rendere disponibile a
un pubblico sempre più ampio questo lavoro. La possibilità
di rimandare alle istruzioni per la consultazione
mi esime da ulteriori considerazioni sulla
struttura del glossario e, ugualmente, i credits
presenti in questa sezione valgano come
ringraziamento alle tante persone che hanno
collaborato (e che collaboreranno)
alliniziativa. Tuttavia non posso non
ringraziare personalmente Francesco Amodei,
direttore generale dellIstituto per
lArte e il Restauro, che ha fortemente
voluto che questo lavoro approdasse in Rete
tracciando le linee fondamentali del suo
sviluppo, e Manfredi Faldi, che ha collaborato
fattivamente alla stesura di molte voci mettendo
a disposizione le sue preziose conoscenze in più
di un settore.
Claudio
Paolini
Direttore
scientifico del progetto Argos
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| ...Daltre cose
finalmente potrei avvertirvi; ma troppo con la
prolissità del mio dire mi sono abusato fin quì
della vostra pazienza, la quale desidero che sia
con voi nel legger che farete, quando che sia... |
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